2.5 - Come scegliere le piante

Criteri di scelta delle piante: ci sono tanti elementi che possiamo considerare.

Intanto cominciamo a distribuire nel tempo la produzione di frutti, scegliere piante che maturano in periodi diversi. Questo criterio di cercare maturazione scalare distingue Food Forest da coltivazioni convenzionali, in cui si cerca per comodità di raccolta una maturazione contemporanea.

La scalarità permette avere cibo per un periodo prolungato, avere sempre produzione. Chiaro ci saranno momenti di maggior raccolto, in cui si faranno trasformati o si regala agli amici.

Un criterio sempre legato alla scalarità è andare a scegliere piante che hanno maturazione precoci, maturazioni tardive e altre intermedie. Questo dipende dalle dimensioni della Food Forest: se si ha lo spazio di inserire tante piante grandi e medie è possibile avere varietà differenti che garantiscano una copertura lunga della produzione.

Un'altra ricerca interessante che si può fare è la scoperta delle piante antiche, ricercare le varietà antiche magari originarie del nostro territorio. Si tratta di recuperare le nostre radici e marcarle in un terreno. Teniamo presente che un tempo le piante producevano cibo senza troppe cure o trattamenti. Hanno nutrito generazioni senza prodotti chimici di sintesi. In una Food Forest non usiamo veleni, quindi cercheremo quelle piante che saranno rustiche e resistenti. In questa ricerca possiamo sostenere chi fa l'importante lavoro di recupero delle varietà antiche, ma anche autoprodurre i nostri alberi.

L'autoproduzione è soddisfacente a livello personale, ma anche vantaggiosa: le piante nate in questo contesto sono più resilienti, più resistenti, più autonome. Nascendo da seme le piante si differenziano, adattandosi e crescendo in condizioni ideali per loro posizione e zona. La natura non sbaglia e quindi un seme nasce e cresce adattandosi molto meglio di quanto potremmo fare noi esseri umani.


Inserimento piante esotiche: se andiamo a ben vedere di piante originarie della nostra zona ne abbiamo ben poche. Le piante hanno sempre viaggiato. Ad esempio il melo è originario del Kazhakistan, dove ci sono foreste spontanee di meli, è esotico o non è esotico? Quando è stato portato qui era una pianta esotica e anche se non è una pianta invasiva, l'abbiamo diffusa ovunque forse più di una pianta invasiva. L'actinidia, il kiwi, 45-50 anni fa non esisteva in Italia e l'Italia è il più grande produttore al mondo di kiwi.

Ognuno di noi deve trovare il compromesso. Sappiamo che ci sono delle piante alloctone che possono essere invasive. Quando portiamo nel nostro sistema una pianta esotica invasiva dobbiamo contenerla, per evitare di creare squilibri. Questa è una responsabilità che tutti dobbiamo prenderci, usando buon senso.


Piante spontanee: alcune piante si trovano nel loro ambiente, si riproducono da sole e si diffondono. Possiamo valorizzare queste piante, questa loro forza e vigore. Se una pianta nasce in un posto spontaneamente, è perché quello è il suo posto, se possiamo non spostarla neanche è una buona pratica. Non tutte le piante che nascono così spontaneamente da seme, daranno un frutto che noi apprezziamo. Una pratica antica è l'innesto e quindi recidere la pianta selvatica, spontanea e andare a innestarla con una varietà che ci piace.

Altri esempi di piante:

Pruno che fa queste prugnette bordò tipo il mirabolano, piccole, leggermente acidule e asprognole. Ma anche piacevoli perché dissetano molto. Oppure posso trasformala in marmellate o succhi.

Olivello spinoso, in alcune zone la troviamo spontanea, nella macchia mediterranea è molto comune. Per produrre frutti abbiamo bisogno di avere piante maschio e piante femmine. Produce bacche sul giallo arancio. Queste bacche non sono utilizzabili tal quali, perché sono allappanti. Ottime per tutta l'avifauna, ma noi trasformiamole in marmellate, succhi, gelatine. Oppure dove gela raccogliamole dopo il gelo, avvizziscono e diventano più dolci. Se non viviamo in una zona molto fredda, abbiamo il congelatore in cui possiamo lasciarle una settimana.


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