2.1 - Da dove iniziare

Se vogliamo fare una Food Forest serve per prima cosa tanto entusiasmo, tanta voglia di dare vita a dei sistemi complessi pieni di interazioni.

Sarebbe buona cosa avere un po' di terra, un pezzetto di terra grande o piccolo. I sistemi possono essere complessi anche in piccole dimensioni, come nelle grandi estensioni. Chiaramente saranno sistemi diversi: dove abbiamo grandi estensioni possiamo avere più piante grandi.

Per fare un esempio il melo, potremmo avere varietà diverse che ci diano una produzione scalare per anni. Se invece ho un piccolo pezzetto di terra potrò mettere un'unica pianta di melo, però posso mettere tante piante piccole e avere comunque produzione di cibo, aromi e fiori, raccogliendo quello che mi può servire.

Perché io posso lavorare con piante perenni, erbacee, a radice, piante cespugliose, quindi anche piante relativamente piccole, da inserire in grande numero su superfici limitate. L'importante è avere dei criteri nell'impostare il nostro sistema.


Partendo da un sistema mono colturale, come un uliveto, un vigneto o un frutteto convenzionale, dove magari qualcuno prima di noi ha usato pesticidi, possiamo comunque fare una buona conversione. Magari ci vorrà tempo: dobbiamo disintossicare il nostro terreno, per andare verso questo equilibrio di cui abbiamo bisogno. Non è solo un equilibrio tra piante ma è proprio un sistema complesso.


Dobbiamo considerare il suolo. Ci sono nel terreno una miriade di esseri viventi, la cui presenza è importante. Quando parto da un sistema semplificato, come quello di campi coltivati, si è persa molta di questa biodiversità, che è la vera ricchezza che contribuisce alla fertilità della terra. Quindi il lavoro da fare è ripristinare questi equilibri, aggiungendo nuove piante, seminando diverse specie, scegliendo miscugli di piante che abbiano funzioni diverse, in modo tale da pian piano ripristinare il nostro sistema.


Io non sono per tagliare tutto e rifare tutto ex novo, possiamo iniziare a inserire piante che siano complementari a quelle che già ci sono e vedere come integrarle anno per anno.


Se noi vogliamo imparare a fare una Food Forest, ovvero riportare in equilibrio un sistema, dobbiamo farlo come lo farebbe la natura. La permacultura parte dall'osservazione. La natura, a parte le catastrofi, è molto graduale nei cambiamenti: le foreste, i sistemi naturali si evolvono lentamente.

Noi non abbiamo i tempi che ha la natura quindi dobbiamo un po' accelerare, però osservando la natura possiamo capire come possiamo intervenire in un sistema che può esser stato appiattito e semplificato da anni di monocoltura. Ecco che lentamente (lentamente per noi, non per la natura), possiamo andare ad affiancare nuove piante di differenti dimensioni, ricreando questa biodiversità, tanto necessaria e utile per tutti noi.

Lo stesso vale anche partendo da un sistema già esistente, un sistema forestale come può essere un piccolo bosco o un grande bosco. Posso intervenire sempre come farebbe la natura: in un bosco ogni tanto qualche pianta muore, e in seguito cadendo libera degli spazi, quindi luce e disponibilità di nutrienti. Questi spazi verranno occupati da altre piantine, che cresceranno integrandosi al sistema esistente. Anche noi invece di radere al suolo il bosco perdendo un equilibrio esistente possiamo agire gradualmente, sostituendo man mano le piante con altre specie che hanno funzioni per noi interessanti.

Partendo da un bosco pensiamo per prima cosa ai frutti di bosco: lampone, more, mirtilli, fragole, con cui in brevissimo tempo possiamo ottenere frutto. Ci sono poi molte altre piante, alcune vivono bene in ombra, per cui possono stare nell'interno del bosco, altre chiamano la penombra e possiamo inserirle ai margini del bosco. Alcune piante ci daranno frutta rapidamente, altre chiedono tempo per arrivare a fruttificare.



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